1500 firme, c’è anche Pelù. Ad Agliana rivolta contro le istituzioni

1500 firme raccolte in 10 giorni per la petizione “No Amianto Publiacqua” che esige l’eliminazione dei 225 chilometri di pericolosi tubi in amianto della rete idrica tra Firenze, Prato, Pistoia e il Medio Valdarno. Decolla così la campagna promossa da 23 realtà impegnate nella Piana in difesa della salute dei cittadini. Tra i primi firmatari anche il cantante Piero Pelù che vergando la petizione invita i decisori pubblici a non fare orecchi da mercante con un esplicito “L’acqua è sacra come il nostro corpo”. Per informarsi e firmare, su carta o via Change.org, è attivo il sito https://noamiantopubliacqua.wordpress.com/.

La petizione è destinata al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, all’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini, al Consiglio Regionale Toscano, ai Sindaci dell’AATO 3, al Presidente dell’AIT, al Direttore Generale dell’AIT, al Presidente di Publiacqua, ai componenti del CDA di Publiacqua che ad oggi continuano a non rispondere nel merito ad una questione di vitale importanza per la salute delle persone costrette a bere acqua che passa dai tubi di amianto.

Ieri sera intanto alcuni esponenti della Campagna sono stati invitati dai genitori dei bambini e ragazzi che frequentano le mense delle scuole di Agliana. Nell’auditorium della Misericordia oltre 300 persone hanno incontrato il sindaco Giacomo Mangoni chiedendo distribuire nelle scuole acqua minerale in bottiglia e permettere ai loro figli di non bere più l’acqua che passa nei tubi di amianto. Ad Agliana infatti un terzo delle tubature sono costruite con la fibra cancerogena.

Nonostante la pericolosità dell’amianto nell’acqua certificata anche dal Parlamento europeo oltreché da studi scientifici internazionali il sindaco è rimasto sordo alle richieste dei cittadini di attuare perlomeno il principio di precauzione e, insieme all’ex sindaco di Pistoia Renzo Berti, oggi dirigente dell’unità operativa Igiene, alimenti e nutrizione dell’Asl 3, ha negato la pericolosità dell’amianto per la salute dei cittadini (sic) facendo infuriare una platea che alle istituzioni chiede solo di essere protetta dal rischio di contrarre tumori bevendo o utilizzando per usi domestici il bene comune per eccellenza oggi in mano alla società per azioni Publiacqua.

A nulla sono servite le dichiarazioni non solo degli esperti della Campagna “No Amianto” ma nemmeno quelle di Carla Breschi, medico oncologo, nonché consigliera comunale a Pistoia per il Pd che è intervenuta all’assemblea e con estrema onestà intellettuale ha dichiarato come l’amianto ingerito sia considerato una causa di tumore all’apparato digerente, denunciando un aumento generale di patologie tumorali nelle popolazioni locali percepibile dai medici, nonostante non siano ancora disponibili dati di ricerche epidemiologiche ufficiali.

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