“Amianto dal rubinetto può bastare una fibra”: il libro di Mattacchioni e Marchi

“Amianto dal rubinetto può bastare una fibra” è il primo per il giovane David Mattacchioni e il tredicesimo per Maurizio Marchi, entrambi militanti di Medicina democratica. E’ una raccolta sistematica di documenti, spesso sconosciuti agli stessi attivisti dell’ambiente e della salute, di valenza generale, con un occhio particolare al problema dei tubi di cemento amianto negli acquedotti della Toscana, fin nell’ultimo sconosciuto comune. Un documento indispensabile, con la prefazione di Fulvio Aurora – segretario nazionale dell’Associazione italiana esposti amianto – per tutti coloro che vogliono battersi ed accelerare la fuoriuscita dall’esposizione di massa all’amianto, cancerogeno anche per ingestione.

Il libro è online QUI

E qui potete vedere il video girato in occasione della presentazione di San Giuliano Terme (Pisa)

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Bambini obbligati a bere acqua all’amianto: ignorate 600 firme

Dopo ben tre settimane di attesa il 21 dicembre il Comitato dei genitori Proteggiamo il Futuro ha incontrato il Sindaco di Agliana Giacomo Mangoni e la sua Giunta. La Preside non era presente per motivi non precisati. Ecco il comunicato emesso dai genitori che vedono mettere in pericolo dalle istituzioni la salute dei loro figli.


Nonostante siano state raccolte e protocollate 600 firme di genitori che chiedono l’interruzione del progetto “Acqua del Sindaco” nelle mense e nonostante i risultati delle analisi dell’acqua, pubblicate nei giorni scorsi dall’Autorità Idrica Toscana, che evidenziano l’allarmante presenza di fibre di amianto nell’acquedotto aglianese e la successiva allerta dei medici ISDE e Medicina Democratica in merito alla pericolosità dell’ingestione di amianto e nonostante i moniti di UE, IARC ed Centro tumori di Bologna, riceviamo l’ennesimo rifiuto da Sindaco e Giunta che continuano ad imporci le loro idee, obbligando in questo caso i nostri bambini a bere l’acqua del rubinetto nella mensa, senza avere la possibilità di scegliere che acqua bere!

Il sindaco di Agliana Mangoni

Il sindaco di Agliana Mangoni

Il Comitato si trova di fronte un muro di gomma: il Sindaco Mangoni nega qualunque compromesso ignorando ogni principio di precauzione, sostituendosi a noi genitori nelle scelte relative alla salute dei nostri figli.

Veniamo tacciate dall’assessore all’ambiente Fragai di essere, fobiche, allarmiste ed irrazionali. Veniamo informate che loro non possono tenere in considerazione ogni richiesta che gli giunge solo perché si sono raccolte delle firme, che è loro compito prendere queste decisioni e non sta a noi decidere in merito a questi argomenti, il perché non ci è dato saperlo.

In una democrazia rappresentativa loro non dovrebbero rappresentare la popolazione?

Il sindaco ci chiede nuovamente di affidarci alle istituzioni preposte ai controlli. Ma come possiamo fidarci delle istituzioni senza che ci dimostrino di essere affidabili e senza che ci vengano date garanzie?

Nessuno ci rappresenta. Nessuno ci tutela. Nessuno ci ascolta.

Cosa fanno i nostri rappresentanti di istituto?

La Preside Angela Desideri da che parte sta?

Questa è democrazia?

Chi pensa ai nostri bambini?

L’unica speranza ci giunge dall’Ordine dei Medici di Pistoia, che oggi, 22 dicembre, ci ha prontamente ricevuti, in virtù del proprio Codice Deontologico, secondo il quale la cosa fondamentale è tutelare la salute delle persone. Il suddetto Ordine attende dati in base ai quali prenderà posizioni ufficiali. Nel frattempo, alla luce della documentazione e di quanto da noi esposto, hanno espresso il loro appoggio alla nostra richiesta, che è proprio quella della salvaguardia della salute pubblica.

Le istituzioni ammettono: amianto nelle acque toscane

Amianto nell’acqua di Pistoia, Livorno, Agliana, Piombino, Forte dei Marmi (e altri comuni ancora). I risultati delle analisi solo grazie alle pressioni della Campagna

Ad un anno dal lancio della Campagna No Amianto Publiacqua arrivano i risultati delle prime analisi imposte alle istituzioni dalla mobilitazione popolare sul tema. E grazie a quanto si evince dal documento diffuso dall’Autorità Idrica Toscana si viene sapere che il fenomeno non si ferma solo all’area gestita da Publiacqua (Firenze, Prato, Pistoia, Medio Valdarno) ma che è purtroppo diffuso anche in altri territori della regione. Nero su bianco AIT ci informa che l’amianto è stato trovato nei comuni di Agliana e Pistoia (Publiacqua spa), Camaiore, Forte dei Marmi (Gaia spa), Livorno, Cecina, Piombino, Rio Elba (Asa spa), San Giuliano Terme, Santa Croce sull’Arno (Acque spa). Qui è possibile scaricare il documento con le date di analisi e i valori riscontrati:
http://www.autoritaidrica.toscana.it/focus-sugli-acquedotti-in-amianto/monitoraggio-della-presenza-di-fibre-di-cemento-amianto-nell2019acqua-ad-uso-potabile/risultati-delle-analisi-per-la-ricerca-di-fibre-di-amianto-su-campioni-prelevati-fra-novembre-2014-e-agosto-2015/view

Ricordiamo che le fibre di amianto, anche le nano, provocano il cancro nell’organismo umano. Una recente classificazione compiuta dall’Agenzia Internazione Ricerca sul Cancro (IARC) si concentra e analizza tutte le forme di asbestosi sicuramente cancerogene compresa quella derivante dall’amianto ingerito. I cancerogeni del gruppo 1 IARC, infatti, non hanno soglia: l’unica soglia possibile per la sicurezza dei cittadini è zero. Pertanto nell’acqua ‘potabile’ la concentrazione deve essere zero.

Nonostante ciò Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana (ovvero l’associazione dei “padroni” dell’acqua, con fare arrogante fa sapere che “Non c’è nessun problema nell’acqua toscana. Si può bere tranquillamente dal rubinetto e non esistono rischi di salute pubblica. Basta, dunque, con questi allarmismi sull’amianto”. Nessuno che voglia approfondire la questione, che ponga domande confutando quanto erroneamente dichiarato: l’opinione pubblica va tranquillizzata e deve continuare a bere acqua pericolosa, nessuno deve pretendere che le società per azioni eliminino le pericolose tubature che scopriamo addirittura essere lunghe ben 1.900 chilometri, lo confessa lo stesso De Girolamo nella foga di stoppare il diritto dei cittadini ad un’acqua salubre.

Ricordiamo infine alla Regione Toscana e all’Autorità l’impegno preso nel dicembre del 2014 per l’eliminazione dei tubi a carico delle società per azioni a cui è permesso di speculare sul bene comune per eccellenza: “L’Autorità Idrica Toscana informa che non ci saranno aumenti in bolletta per affrontare lavori di sostituzione delle reti in cemento-amianto […]. Ogni intervento futuro in questo ambito rientrerà nel piano degli investimenti già previsti e concordati con i gestori del servizio idrico integrato […]”. Il tempo stringe e le popolazioni toscane continuano a bere pericolose fibre di amianto nonostante paghino le bollette più care d’italia (https://noamiantopubliacqua.wordpress.com/2014/12/23/amianto-altra-vittoria-via-i-tubi-senza-aumenti-in-bolletta-risparmio-di-182-euro-ad-utente/)

Domenica 18 gennaio cena di sostegno della Campagna. Partecipa anche tu

Ore 20.00, Casa del popolo di Settignano (Firenze)

Vi invitiamo alla cena per sostenere la Campagna che ad oggi ha raccolto più di 3.000 firme (online e cartacee) per l’eliminazione dei 225 chilometri di tubature in amianto presenti nella rete di Publiacqua a Firenze, Prato, Pistoia e nel Medio Valdarno.

Prenotazioni al 339/4872681 o via mail noamiantopubliacqua@gmail.com.

Le vostre tante firme, per cui vi ringraziamo, ci hanno permesso di raggiungere parte degli obiettivi che ci eravamo preposti. L’Autorità Idrica Toscana, la Regione e i Comuni sono stati infatti costretti a riconoscere il grave problema sanitario ignorato fino ad oggi e a “promettere” l’eliminazione dei tubi con risorse interne delle società di gestione, destinate agli investimenti, e non aumentando la tariffa della bolletta.

Ora è necessario tenere alta la vigilanza affinché a queste dichiarazioni seguano fatti concreti. Per questo la Campagna ha ancora bisogno del vostro sostegno.

Un’occasione per partecipare, essere informati sugli ultimi sviluppi e sostenere la Campagna è la cena di autofinanziamento (10 euro), per vegetariani e non, organizzata per il 18 gennaio alla Casa del popolo di Settignano.

Prenotazioni al 339/4872681 o via mail noamiantopubliacqua@gmail.com.

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Vi ricordiamo che è possibile ancora sostenere la petizione su Change.org https://www.change.org/p/eliminare-l-amianto-dai-tubi-di-publiacqua-spa

Amianto, altra vittoria: via i tubi senza aumenti in bolletta. Risparmio di 182 euro ad utente

tubi acquaL’Autorità Idrica Toscana torna sui propri passi e dà ragione ancora una volta alla Campagna “No Amianto Pubiacqua”. Nessun aumento in bolletta per eliminare i 225 km di tubi in amianto che si traduce in un risparmio complessivo di corca 182 euro per utenza nel territorio servito da Publiacqua.

Dopo aver acconsentito al monitoraggio delle acque e a solo 24 ore dalla conferenza stampa in Regione nella quale il direttore dell’Autority affermava che l’eliminazione dei tubi all’amianto sarebbe stata messa in conto ai cittadini con l’aumento della bolletta, è infatti arrivata la retromarcia tramite una nota ufficiale intitolata “Nessun aumento in bolletta“. Eccone uno stralcio: “L’Autorità Idrica Toscana informa che non ci saranno aumenti in bolletta per affrontare lavori di sostituzione delle reti in cemento-amianto […]. Ogni intervento futuro in questo ambito rientrerà nel piano degli investimenti già previsti e concordati con i gestori del servizio idrico integrato […]”

Cosa è successo in queste 24 ore? Intanto nessuno delle Istituzioni si aspettava un controllo così serrato sulle scelte da loro compiute da parte della Campagna “No Amianto”. Controllo che si è espresso prima con una presenza attiva nella conferenza stampa congiunta Regione – AIT, poi con un documento che smontava con un decalogo le giustificazioni da loro addotte sull’intera vicenda, infine con una presenza importante al Tavolo pomeridiano tra Autority, Forum Toscano dell’acqua e Movimenti promotori della Campagna. Le organizzazioni promotrici della Campagna hanno fatto capire loro che ben 100 milioni di euro, Il 20% degli investimenti previsti nel Piano Interventi di Publiacqua (2014-2021) sono destinati al patrimoni aziendale non a migliorare le infrastrutture del servizio, anche per quanto riguarda la sicurezza (ben 36 milioni in software ad esempio).

A questo punto Mazzei, immaginiamo sentiti Sindaci e Regione, ha capito che la reputazione dell’Autority stava evaporando, e con essa quella dell’intero sistema pubblico di controllo sulle reti idriche. Quindi la decisione odierna che comporterà per ogni utenza, un risparmio complessivo procapite di circa 182 euro.

Medicina Democratica: “Nessun limite può essere fissato per l’amianto”

mdDopo le denunce di Medicina Democratica – organizzazione attiva nella Campagna No Amianto Publiacqua – sull’amianto nelle tubazioni di acqua “potabile”, la Regione Toscana si appresta a “normare” la presenza di amianto nell’acqua, cioè a fissare dei limiti, che ovviamente si dimostreranno “rispettati” dai gestori dell’acqua: per Medicina Democratica non c’è limite accettabile per una sostanza fortemente cancerogena come l’amianto ingerito, con tumori documentati alla prostata, all’ovaio, al peritoneo, al pericardio, al testicolo, come conferma l’Istituto Superiore di Sanità (leggi qui)

Lo affermano in una nota i referenti toscani di Medicina Democratica Gino Carpentiero, Gianluca Garetti, Maurizio Marchi e David Mattacchioni.

L’Istituto Superiore della Sanità e l’International Agency for Research on Cancer (IARC) prendono in considerazione le malattie che la letteratura scientifica indica associate all’esposizione all’amianto: mesotelioma della pleura, del peritoneo, del pericardio e della tunica vaginale del testicolo, tumore maligno della laringe, di trachea, bronchi e polmoni, e ovaio, e pneumoconiosi. Sono stati analizzati i dati disponibili nelle basi di dati dell’Ufficio di Statistica dell’ISS per quanto riguarda la mortalità e l’ospedalizzazione.

Inoltre fin dal 30 gennaio 2013 il Parlamento europeo stabilisce: “anche diversi tipi di tumori causati non soltanto dall’inalazione di fibre trasportate nell’aria, ma anche dall’ingestione di acqua contenente tali fibre, proveniente da tubature in amianto – sono stati riconosciuti come un rischio per la salute e possono manifestarsi addirittura dopo alcuni decenni” (articolo 37).

Infine, come sostenuto ripetutamente dal Prof. Giancarlo Ugazio (ex patologo ambientale dell’Università di Torino) nella sua pubblicazione “La triade interattiva del mondo inquinato contro la salute”, Aracne Editore, le fibrille d’amianto sono dannose alla salute umana, sia se inalate, sia se ingerite, richiamandosi alle numerose ricerche del patologo giapponese Omura, fin dal 2006.

La Regione Toscana, mentre si appresta a “normare” la presenza di amianto nell’acqua potabile, impegni l’AIT e i gestori del Servizio Idrico Integrato a sostituire le vecchie tubazioni di cemento amianto in tempi strettissimi: una grande opera da compiere subito.

Medicina democratica invita a sostenere la Petizione No Amianto Publiacqua qui.

La lettera di ringraziamento ai primi 2.000 firmatari della petizione su Change.org

amiaCari/e sostenitori e sostenitrici della petizione su Change.org,

in pochi giorni siete stati ben in 2.000 a firmare per l’eliminazione dei tubi all’amianto dalla rete idrica di Publiacqua a Firenze, Prato, Pistoia e Medio Valdarno. E grazie alla vostra pressione, oltre a quella di chi ha firmato i moduli cartacei, sono arrivati i primi risultati.

La Regione e l’Autorità idrica sono infatti state costrette a convocare la stampa per annunciare l’analisi e il monitoraggio delle acque.

Serve però ancora il vostro sostegno, soprattutto per tre motivi:
– La Regione chiede al Governo che ci sia comunque una soglia consentita di acqua contaminata dalle pericolose fibre;
– Per adesso ancora non si parla di eliminazione dei tubi;
– L’Autority – organo pubblico composto dai sindaci – dice che, se sostituirà i tubi, a pagare saremo noi con un rincaro della bolletta e non Publiacqua (che anche quest’anno non investe in sicurezza epperò dà ben 47 milioni di utili ai soci della Spa).

Per questo è importante far firmare ancora la petizione (qui): segnalatela quindi ai vostri contatti, condividetela ancora su Facebook e Twitter, scaricate i moduli di carta dal sito e scrivete ai giornali e ai vostri politici di riferimento che si occupino della cosa.

Grazie davvero, se potessimo vi vorremmo tutti e duemila qui davanti a noi, per un grande abbraccio collettivo in difesa dei nostri beni comuni per eccellenza: la salute e l’acqua!

Per le ultime leggeteci sul nostro sito https://noamiantopubliacqua.wordpress.com/

Buone feste e a presto con altre buone notizie, insieme ce la faremo!

Gli attivisti e le attiviste di No Amianto Publiacqua