4 marzo: a Settignano il documentario “H2A: l’acquedotto in amianto”

Alle 21 alla Casa del Popolo, con la presenza del regista Giuliano Bugani

La Campagna No Amianto Publiacqua ha organizzato per mercoledì 4 marzo alle ore 21.00 una serata informativa sulle tubature in amianto della rete idrica, il pericoloso fenomeno presente massicciamente anche nell’acquedotto fiorentino gestito da Publiacqua spa.

L’iniziativa prevede la proiezione del documentario “H2A: l’acquedotto in amianto” alla presenza di Giuliano Bugani, regista e ideatore del filmato. Durante la serata, alla quale interverrano anche gli attivisti della Campagna No Amianto Publiacqua, sarà fatto il punto sulla situazione fiorentina.

Il documentario di 30 minuti “H2A. L’acquedotto in amianto”, realizzato da Giuliano Bugani e Daniele Marzeddu, con le riprese di Salvo Lucchese, svela una cruda realtà: la presenza della fibra killer nelle tubature di Bologna. E attraverso il parere di alcuni esperti – il presidente dell’Associazione esposti amianto (Aea), Vito Totire, l’oncologo Luciano Mutti e il direttore scientifico dell’Istituto Ramazzini, Morando Soffritti – tenta di rispondere alle domande dei cittadini.

Seguirà dibattito​

L’assessore Bramerini berrebbe un litro di acqua con “sole” 22.500 fibre di amianto?

La risposta alle “rassicuranti” dichiarazioni dell’assessore regionale all’ambiente

Per Anna Rita Bramerini i cittadini toscani possono bere tranquillamente un litro di acqua contenente 22.500 fibre di amianto. Lo si evince dalla “rassicurante” risposta fornita in Consiglio regionale sulla vicenda delle tubature in amianto degli acquedotti toscani. E alla Campagna No Amianto Publiacqua questa risposta preoccupa molto, perché palesa un’evidente frattura tra la realtà e la classe politica della giunta guidata da Enrico Rossi.

L’assessore regionale all’ambiente, o chi la consiglia, ignora, ad esempio, la recente classificazione compiuta dall’Agenzia Internazione Ricerca sul Cancro (IARC) che si concentra e analizza tutte le forme di asbestosi sicuramente cancerogene per l’uomo (Gruppo 1) compresa quella derivante dall’amianto ingerito. I cancerogeni del gruppo 1 IARC, infatti, non hanno soglia: l’unica soglia possibile per la sicurezza dei cittadini è zero. Pertanto nell’acqua ‘potabile’ la concentrazione deve essere zero.

Un ragionamento facile facile che però non si riesce ancora a far passare. Bramerini cita infatti un limite EPA ormai obsoleto e anacronistico (7 mln fibre/litro). L’assessore regionale dovrebbe però sapere che se in Italia la ricerca è frustrata da anni di tagli voluti anche dal suo partito, nel resto del mondo i ricercatori continuano a fare il loro dovere di scienziati capaci di mettere gli interessi dell’umanità al primo posto (e solo quelli). Per ammalarsi e morire di cancro è bene che Bramerini ricordi che può bastare una e una sola fibra di amianto.

Sarebbe inoltre gradito sapere per un dovere di trasparenza a cui sono tenuti tutti gli amministratori pubblici dove sono stati fatti i prelievi dell’acqua con le fibre di amianto. Allo stesso modo un’amministratore della cosa pubblica corretto dovrebbe immediatamente applicare il principio di precauzione e responsabilità e di conseguenza predisporre l’immediata eliminazione dei tubi di cemento amianto in tutta la rete idrica toscana.

Qui è possibile scaricare e leggere la ricerca IARChttp://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/vol100C/mono100C-11.pdf che mette nero su bianco la pericolosità dell’amianto ingerito. Purtroppo è in inglese, ma traduciamo, per semplicità e per favorire una lettura consapevole agli esperti della Regione Toscana, le conclusioni: “Esistono prove sufficienti per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto per l’uomo. Le fibre in amianto provocano il mesotelioma, il cancro del polmone, della laringe e delle ovaie. Inoltre sono state osservate associazioni positive tra l’esposizione a tutte le forme di amianto e cancro della faringe, stomaco, colon-retto. Tutte le forme di amianto sono cancerogene per l’uomo (gruppo 1).”

Le De’ Soda Sisters e le loro filastrocche rivoltose per dire no all’amianto nell’acqua potabile

Appuntamento al Cpa Firenze-Sud sabato 14 febbraio. Proiezione di “H2A. L’acquedotto in amianto”

Continuano le attività di sensibilizzazione della “Campagna No Amianto Publiacqua” per l’eliminazione delle pericolose tubature dell’acquedotto di Firenze, Prato, Pistoia e Medio Valdarno. Prossimo appuntamento sabato 14 febbraio al Cpa Firenze-Sud per una serata completamente dedicata all”informazione e all’autofinanziamento.

Appuntamento in via Villamagna 27/a a Firenze quando alle 19.30 sarà proiettato il documentario “H2A. L’acquedotto in amianto” alla presenza di attivisti e attiviste della Campagna. A seguire l’aperitivo in compagnia di Menestrello e alle 21.00 la cena sociale.

Alle 22.00 concerto con le De’ Soda Sisters, il gruppo di musica popolare interamente femminile con base a Rosignano Solvay. Al centro del loro repertorio stornelli da osteria, ballate contadine, serenate d’amore e, soprattutto, filastrocche rivoltose.

Le De’ Soda Sisters sono composte da Sara Zilli alla voce, mandolino e cucchiai; Benedetta Pallesi alla voce, chitarra, kazoo e xilofono; Veronica Bigontina alla voce, washboard, tamburello, cucchiai, grattugia e nacchere; Giulia Verani alla voce e fisarmonica.

Amianto record nell’acqua potabile della Toscana. Pisa e Livorno le città peggiori.

Dai dati forniti dall’Autorità idrica toscana, esaminati e tabellati da Medicina democratica, risulta che la quasi totalità della popolazione toscana è esposta all’inquinamento da amianto nell’acqua potabile, per la presenza, ancor oggi, di ben 1.859,87 km di tubazioni  in cemento amianto su 30.993,99 km di acquedotti complessivi, il 6 % del totale. Ovviamente questa è una valutazione statistico-matematica e potrebbe essere ottimistica: infatti se i restanti 29.134,12 Km di tubazioni, ad esempio in polietilene, si trovassero a valle delle tubazioni “portanti” in amianto, tutta la rete toscana porterebbe fibre d’amianto fino al rubinetto di casa. Per verificare questo, occorrerebbe disporre delle planimetrie degli acquedotti, ciò che al momento il livello di “trasparenza” toscana non permette.

di Maurizio Marchi del Coordinamento toscano di Medicina democratica onlus

L’area peggiore risulta essere quella gestita da ASA spa (da Livorno all’Elba e a Volterra) con il 14,71% di tubazioni di CA, seguita da quella gestita da Acque spa Pisa con il 13,51 %. L’area migliore risulta quella della città di Lucca, gestita da GEAL spa, con zero km di CA. Si suppone tuttavia che i dati siano auto dichiarati  dai gestori stessi, tutti configurati come società per azioni, quindi da assumersi  con sospetto, o almeno con precauzione.

Il comune peggiore in Toscana è paradossalmente quello di Pisa, la città di Galileo e della storica Università, con il 53,32% di tubazioni in CA: ben 231 km su 400 totali dell’acquedotto, seguito da quello di Buti – sempre nell’area Acque Spa – con il 41,41 %, da quello di Santa croce sull’Arno con il  36,46 %, e da quello di  Empoli con il 30,50%.

Tornando all’area ASA Spa, il comune di Cecina è il peggiore con  il 37,14% di tubazioni in CA, seguito dal comune di Livorno con il 35%,  da quello di Collesalvetti con il 27,28%, e da quello di Piombino con il 23,13%, quasi a pari demerito del comune di Rosignano con il 22,19%.

Nel resto della Toscana spiccano in negativo il Comune di Grosseto – area Acquedotto del  Fiora – con  l’11,84%; il Comune di Agliana (PT) con il 26,23 %, seguito da Scandicci (FI) con il 24,39% nell’area Publiacqua Spa; il Comune di Forte dei Marmi, nell’area GAIA, con il 38,14% (non si faccia sapere ai nuovi ricchi.)

Il vecchio problema delle tubazioni in cemento amianto è ri-scoppiato a Firenze, nel cui comune vi sono “solo” l’1,43 % di tubazioni in CA: paradossalmente, ma non troppo, dato che molto dipende dalla svegliezza dei cittadini attivi far riemergere il problema.

Tutto tace invece ed ancora più paradossalmente nell’area ASA Spa, la società il cui azionista pubblico maggiore è il Comune di Livorno, che recentemente ha cambiato amministrazione (M5S).

MD fin dal 1994 denuncia la cancerogenicità dell’amianto in altri organi extratoracici, come l’ovaio, il testicolo, il peritoneo, il pericardio, recentemente confermata dall’Istituto superiore di Sanità, da IARC e dal Parlamento europeo. Occorreranno altri 40 anni di morti evitabili e di massa per  togliere i tubi dall’acqua potabile?

Domenica 18 gennaio cena di sostegno della Campagna. Partecipa anche tu

Ore 20.00, Casa del popolo di Settignano (Firenze)

Vi invitiamo alla cena per sostenere la Campagna che ad oggi ha raccolto più di 3.000 firme (online e cartacee) per l’eliminazione dei 225 chilometri di tubature in amianto presenti nella rete di Publiacqua a Firenze, Prato, Pistoia e nel Medio Valdarno.

Prenotazioni al 339/4872681 o via mail noamiantopubliacqua@gmail.com.

Le vostre tante firme, per cui vi ringraziamo, ci hanno permesso di raggiungere parte degli obiettivi che ci eravamo preposti. L’Autorità Idrica Toscana, la Regione e i Comuni sono stati infatti costretti a riconoscere il grave problema sanitario ignorato fino ad oggi e a “promettere” l’eliminazione dei tubi con risorse interne delle società di gestione, destinate agli investimenti, e non aumentando la tariffa della bolletta.

Ora è necessario tenere alta la vigilanza affinché a queste dichiarazioni seguano fatti concreti. Per questo la Campagna ha ancora bisogno del vostro sostegno.

Un’occasione per partecipare, essere informati sugli ultimi sviluppi e sostenere la Campagna è la cena di autofinanziamento (10 euro), per vegetariani e non, organizzata per il 18 gennaio alla Casa del popolo di Settignano.

Prenotazioni al 339/4872681 o via mail noamiantopubliacqua@gmail.com.

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Vi ricordiamo che è possibile ancora sostenere la petizione su Change.org https://www.change.org/p/eliminare-l-amianto-dai-tubi-di-publiacqua-spa

Amianto, altra vittoria: via i tubi senza aumenti in bolletta. Risparmio di 182 euro ad utente

tubi acquaL’Autorità Idrica Toscana torna sui propri passi e dà ragione ancora una volta alla Campagna “No Amianto Pubiacqua”. Nessun aumento in bolletta per eliminare i 225 km di tubi in amianto che si traduce in un risparmio complessivo di corca 182 euro per utenza nel territorio servito da Publiacqua.

Dopo aver acconsentito al monitoraggio delle acque e a solo 24 ore dalla conferenza stampa in Regione nella quale il direttore dell’Autority affermava che l’eliminazione dei tubi all’amianto sarebbe stata messa in conto ai cittadini con l’aumento della bolletta, è infatti arrivata la retromarcia tramite una nota ufficiale intitolata “Nessun aumento in bolletta“. Eccone uno stralcio: “L’Autorità Idrica Toscana informa che non ci saranno aumenti in bolletta per affrontare lavori di sostituzione delle reti in cemento-amianto […]. Ogni intervento futuro in questo ambito rientrerà nel piano degli investimenti già previsti e concordati con i gestori del servizio idrico integrato […]”

Cosa è successo in queste 24 ore? Intanto nessuno delle Istituzioni si aspettava un controllo così serrato sulle scelte da loro compiute da parte della Campagna “No Amianto”. Controllo che si è espresso prima con una presenza attiva nella conferenza stampa congiunta Regione – AIT, poi con un documento che smontava con un decalogo le giustificazioni da loro addotte sull’intera vicenda, infine con una presenza importante al Tavolo pomeridiano tra Autority, Forum Toscano dell’acqua e Movimenti promotori della Campagna. Le organizzazioni promotrici della Campagna hanno fatto capire loro che ben 100 milioni di euro, Il 20% degli investimenti previsti nel Piano Interventi di Publiacqua (2014-2021) sono destinati al patrimoni aziendale non a migliorare le infrastrutture del servizio, anche per quanto riguarda la sicurezza (ben 36 milioni in software ad esempio).

A questo punto Mazzei, immaginiamo sentiti Sindaci e Regione, ha capito che la reputazione dell’Autority stava evaporando, e con essa quella dell’intero sistema pubblico di controllo sulle reti idriche. Quindi la decisione odierna che comporterà per ogni utenza, un risparmio complessivo procapite di circa 182 euro.

Medicina Democratica: “Nessun limite può essere fissato per l’amianto”

mdDopo le denunce di Medicina Democratica – organizzazione attiva nella Campagna No Amianto Publiacqua – sull’amianto nelle tubazioni di acqua “potabile”, la Regione Toscana si appresta a “normare” la presenza di amianto nell’acqua, cioè a fissare dei limiti, che ovviamente si dimostreranno “rispettati” dai gestori dell’acqua: per Medicina Democratica non c’è limite accettabile per una sostanza fortemente cancerogena come l’amianto ingerito, con tumori documentati alla prostata, all’ovaio, al peritoneo, al pericardio, al testicolo, come conferma l’Istituto Superiore di Sanità (leggi qui)

Lo affermano in una nota i referenti toscani di Medicina Democratica Gino Carpentiero, Gianluca Garetti, Maurizio Marchi e David Mattacchioni.

L’Istituto Superiore della Sanità e l’International Agency for Research on Cancer (IARC) prendono in considerazione le malattie che la letteratura scientifica indica associate all’esposizione all’amianto: mesotelioma della pleura, del peritoneo, del pericardio e della tunica vaginale del testicolo, tumore maligno della laringe, di trachea, bronchi e polmoni, e ovaio, e pneumoconiosi. Sono stati analizzati i dati disponibili nelle basi di dati dell’Ufficio di Statistica dell’ISS per quanto riguarda la mortalità e l’ospedalizzazione.

Inoltre fin dal 30 gennaio 2013 il Parlamento europeo stabilisce: “anche diversi tipi di tumori causati non soltanto dall’inalazione di fibre trasportate nell’aria, ma anche dall’ingestione di acqua contenente tali fibre, proveniente da tubature in amianto – sono stati riconosciuti come un rischio per la salute e possono manifestarsi addirittura dopo alcuni decenni” (articolo 37).

Infine, come sostenuto ripetutamente dal Prof. Giancarlo Ugazio (ex patologo ambientale dell’Università di Torino) nella sua pubblicazione “La triade interattiva del mondo inquinato contro la salute”, Aracne Editore, le fibrille d’amianto sono dannose alla salute umana, sia se inalate, sia se ingerite, richiamandosi alle numerose ricerche del patologo giapponese Omura, fin dal 2006.

La Regione Toscana, mentre si appresta a “normare” la presenza di amianto nell’acqua potabile, impegni l’AIT e i gestori del Servizio Idrico Integrato a sostituire le vecchie tubazioni di cemento amianto in tempi strettissimi: una grande opera da compiere subito.

Medicina democratica invita a sostenere la Petizione No Amianto Publiacqua qui.